Alimentazione Del Sub Blog

La Dieta del Sub

Si pensa erroneamente che l’attivita’ subacquea non richieda ne’ una preparazione fisica particolare ne’ esigenze nutrizionali particolari. E’ invece ben documentato che alcuni accorgimenti legati al fisico e alla nutrizione riducano il numero di incidenti legati a questa disciplina.

L’attivita’ subacquea e’ una disciplina sportiva che necessita di un rapporto massa magra/massa grassa il piu’ fisiologico possibile. Solo con un’ alimentazione equilibrata e mirata ed un’attivita’ fisica calibrata (Alimentazione – attivita’ fisica calibrata) tale rapporto diventa ottimale.

L’aumento della massa grassa per i subacquei costituisce un vero problema. Nel tessuto adiposo bianco, la velocita’ del flusso ematico e’ lenta per la carenza di anastomosi artero-venose, da qui la nomea di tessuto lento. Il passaggio dell’azoto dal torrente sanguigno al tessuto adiposo, e viceversa, e’ notevolmente rallentato. Il tessuto adiposo durante la discesa si trasforma cosi’ in un accumulatore di azoto liquido, generatore di micro bolle di azoto gassoso in caso di una risalita “veloce". E’ dimostrato infatti, che tanto maggiore e’ la quota di grasso posseduta tanto maggiore e’ il rischio della Patologia Da Decompressione (PDD).

Inoltre l’aumento della massa grassa spesso si accompagna ad una condizione clinica definita di “insulino-resistenza" , responsabile di una serie di disturbi, legati soprattutto ad un calo improvviso di zuccheri (vedi curva glico-insulinemica da carico) che possono essere trascurabili nella vita di tutti i giorni ma risultare molto seri sott’acqua:

– cali di concentrazione
– stanchezza improvvisa
– sonnolenza
– sudorazione.

Il rapporto massa magra/massa grassa puo’ essere sbilanciato anche a causa di una scarsa quantita’ di tessuto adiposo, di quello sottocutaneo in particolare. Quest’ultimo ha la funzione di isolante termico e sott’acqua, dove la dispersione del calore corporeo e’ molto forte, una scarsa quantita’ di massa grassa penalizza di molto la capacita’ di mantenimento della temperatura corporea del subacqueo.

Un’alimentazione equilibrata ha un ruolo anche nella prevenzione della narcosi d’azoto (detta anche “ebbrezza da alti fondali"), un quadro sintomatologico caratterizzato da:

– nelle fase iniziale, da euforia ed affaticamento muscolare;
– nella fase successiva si ha difficolta’ di concentrazione, disturbi della visione con modificazioni comportamentali di estrema pericolosita’;
– nella fase avanzata compaiono i sintomi evidenti di uno stato narcotico conclamato.

A causare la narcosi d’azoto e’ il protossido di azoto (N2O), un gas esilarante che si puo’ formare durante l’immersione. Infatti, all’aumentare della pressione esterna, aumenta la pressione parziale di azoto nel sangue, condizione favorente il legame di esso con l’ossigeno e la formazione quindi di protossido di azoto (N2O). L’alimentazione equilibrata prevede un apporto proteico ben quantificato (1 g/kg di peso corporeo/die) cos da evitare un’alimentazione iperproteica che puo’ aumentare pericolosamente il patrimonio di azoto nel sangue, ritenuto corresponsabile della comparsa della narcosi. Studi hanno osservato che riducendo l’apporto proteico 2 settimane prima dell’immersione si riduceva il rischio della narcosi d’azoto. Gli effetti della narcosi inoltre vengono potenziati dall’alcool , motivo per cui deve esserne proscritta l’assunzione nelle ore precedenti l’immersione.

A completamento dell’aspetto nutrizionale il sub deve tenere conto che l’assunzione di legumi e di bevande gassate nelle ore che precedono l’immersione puo’ provocare seri disagi legati, rispettivamente, al gas prodotto ed a quello introdotto.